Cronaca

Milano: Una dipendente Ikea separata con figlio disabile è stata licenziata, aveva chiesto di rivedere i turni di lavoro

Milano: Una dipendente Ikea separata con figlio disabile è stata licenziata, aveva chiesto di rivedere i turni di lavoro.

 “Mi sono sempre adattata a tutte le richieste – ha raccontato Marica aLa Repubblica – e ho detto di sì anche all’ultima, quella in cui mi hanno chiesto di cambiare reparto. Ho detto sì, ma ho chiesto che mi si venisse incontro per gli orari: io ho due bambini uno di dieci e uno di cinque anni, il più piccolo è disabile”.

La vicenda – La donna ha lavorato per anni al bistrot dell’Ikea al piano terra. Poi le è stato chiesto di trasferirsi al ristorante al primo piano. Lei ha accettato, ma ha subito messo in chiaro che per esigenze famigliari non sarebbe riuscita a coprire il turno che iniziava alle sette di mattina, previsto negli orari di lavoro del ristorante. Al bistrot, invece, Marica non iniziava a lavorare prima delle nove. “All’inizio mi hanno detto di sì e che non ci sarebbero stati problemi. Poi le cose sono cambiate”. Le sue richieste di flessibilità sono state più volte “rimpallate” da una persona all’altra. Finché Marica non si è stancata e ha deciso di fare gli orari che faceva nel vecchio posto.

Il licenziamento – Poco dopo la 39enne è stata sollevata dall’incarico. Proprio lei che usufruiva della legge 104 che tutela l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. Secondo l’azienda era “venuto meno il rapporto di fiducia in due occasioni in cui la dipendente si sarebbe presentata al lavoro in orari diversi da quelli previsti, una volta due ore in anticipo, l’altra due ore in ritardo”.

Le reazioni – I colleghi di Marica stanno organizzando scioperi per protestare contro la decisione dell’azienda svedese. Anche Marco Beretta della Cgil di Milano ha annunciato una mobilitazione. “Alla faccia del welfare svedese – ha detto -. In questi anni Ikea ha cambiato pelle e questo episodio è un chiaro messaggio rivolto ai lavoratori. Vogliono far capire a tutti che decidono loro e, a prescindere dai problemi che può avere ognuno, o accettano o sono fuori. In questi giorni organizzeremo raccolte firme, presidi e volantinaggi”.

Fonte: TGCOM24

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